Partita IVA per la vendita: in quali casi è necessaria?

da | 22 Aprile 2024 | Strumenti utili

La Partita IVA è una tappa cruciale per molte aspiranti imprenditrici e venditori. Tuttavia, capire quando è necessario averne una può essere un labirinto di regole fiscali e normative.
In questo articolo, esamineremo dettagliatamente in quali situazioni è richiesta una Partita IVA per la vendita e come navigare questo intricato aspetto del mondo imprenditoriale.

L’Importanza della Partita IVA

La Partita IVA è un codice univoco di 11 cifre che viene assegnato dall’Agenzia delle Entrate alle imprese e ai professionisti autonomi. Essa serve a identificare un soggetto nei rapporti fiscali e commerciali con le autorità statali.
Per coloro che intraprendono attività di vendita, la Partita IVA diventa un elemento fondamentale per la conformità fiscale e la trasparenza aziendale.

Falsi miti sull’apertura della Partita IVA

In molti si domandano quando sia davvero necessario aprire la Partita IVA. Su tale situazione ci sono diverse informazioni errate che in molti considerano certe.
L’esempio più classico riguarda il famoso “mito dei 5.000€”. Infatti, in molti sostengono che una persona possa fare prestazioni occasionali fino al raggiungimento di tale limite di fatturato e, successivamente, sia obbligatorio aprire la Partita IVA.
Ebbene, questa è un’informazione falsa. Infatti, potresti essere obbligata ad aprirla prima oppure potresti superare i 5.000€ e non aprire affatto la Partita IVA.
Ti spiego meglio cosa accade. Il raggiungimento dei 5.000€ non impone l’apertura della Partita IVA, ma solo l’obbligo di iniziare a versare i contributi previdenziali sulla somma che supera i 5.000€. Questo vuol dire che dovrai iscriverti alla gestione separata INPS e pagare i contributi.
Se sommerai poi l’importo dei contributi a quello della ritenuta d’acconto del 20% che devi necessariamente inserire nella tua ricevuta quando effettui una prestazione occasionale, ti converrà aprire la Partita IVA. Questo è vero soprattutto se potrai accedere al regime forfettario, dove pagherai solo il 5 o il 15% di tasse.
Tuttavia, il fatto che sia conveniente aprire la Partita IVA in questo caso, non significa che sia obbligatorio.

Quando va davvero aperta la Partita IVA?

Indipendentemente dai ricavi che avrai, ci sono alcuni casi in cui sei obbligata ad aprire la Partita IVA.

Il primo è quando svolgi un’attività che richiede l’iscrizione ad un albo. Ad esempio, questo vale se sei una psicologa oppure un ingegnere. Si tratta di attività che vengono considerate “professionali” e, pertanto, secondo la normativa italiana ti impongono di avere la Partita IVA.

C’è poi un secondo caso: quello delle sponsorizzazioni. In breve, se sponsorizzi il tuo prodotto o il tuo servizio sui social ad esempio, devi avere la Partita IVA.

Infine, sei obbligata ad aprirla quando svolgi un’attività abituale. Capire che possiamo definire abituale il lavoro che svolgi ogni giorno è semplice, ma c’è un esempio più complesso?

Uno dei casi che spesso non viene considerato, ma che impone di aprire la Partita IVA è l’e-commerce. Questo perché il tuo sito di vendita online sarà aperto al pubblico e raggiungibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Cosa ci potrebbe essere di più abituale di questo?

La Partita IVA è sempre necessaria per vendere online?

Probabilmente ti starai ponendo una domanda: serve sempre la Partita IVA se voglio vendere online?

La risposta potrebbe sorprenderti. Infatti, puoi vendere online senza Partita IVA solo nei marketplace che permettono di vendere in modo occasionale, come eBay, Subito o Facebook Marketplace. Per gli altri modelli di vendita, come gli e-commerce o Amazon, è obbligatorio aprire la Partita IVA.

Quindi, come abbiamo visto anche in precedenza, torniamo alla solita questione: quella dell’attività svolta in modo abituale.

Devo aprire la Partita IVA: ma quanto mi costa?

Se, da quanto abbiamo visto, hai scoperto che dovrai aprire una Partita IVA, andiamo più nel dettaglio su un tema che interessa a molti: i costi.

Per prima cosa devi sapere che i costi della tua Partita IVA dipenderanno dall’attività che andrai a svolgere.

Per capire meglio ciò che diremo a breve, tieni a mente questo concetto: se svolgi un’attività intellettuale, come il medico o l’avvocata, sei libera professionista mentre se svolgi un’attività artigianale, commerciale o industriale come l’ecommerce, la parrucchiera o l’idraulico, devi aprire una ditta individuale.

Ebbene, aprire una Partita IVA come libero professionista è gratis, mentre per aprire una ditta individuale avrai obbligatoriamente alcuni costi. Questo perché le ditte individuali hanno alcuni obblighi come la PEC e la firma digitale, a partire da 35€ all’anno, la camera di commercio, da 79,50€ a 134,50€, e la SCIA, da 0€ a 200€.

Costi di mantenimento di una Partita IVA

Ora che abbiamo analizzato meglio quali sono i costi di apertura, vediamo quelli di mantenimento, quindi le tasse e i contributi.

Partiamo dalle tasse: queste sono diverse a seconda del tuo regime fiscale.

In regime ordinario paghi l’IRPEF con gli scaglioni progressivi di reddito e percentuali di tassazione che vanno dal 23% al 43%. Devi applicare l’IVA e puoi scaricare tutte le spese che hai sostenuto per la tua attività.

In regime forfettario, cioè nel regime agevolato, paghi l’imposta sostitutiva al 15% o al 5%, non applichi l’IVA ma non puoi scaricare direttamente nessuna spesa perché queste vengono stimate dallo stato.

Oltre alle tasse pagherai i contributi, che sono diversi a seconda dell’attività che svolgi.

Ti ricordi che prima abbiamo parlato delle attività per le quali è previsto un albo? Avevamo preso come esempio gli psicologi e gli ingegneri. Ebbene, se svolgi uno di questi lavori dovrai pagare i contributi alla cassa privata della tua categoria professionale.

Se hai una ditta devi invece iscriverti alla gestione commercianti o artigiani INPS e versare due tipi di contributi: fissi e variabili. I fissi sono circa 4.300€ all’anno mentre i variabili sono il 24% e devi versarli solo se guadagni oltre una certa soglia.

Infine, se sei un libero professionista e non hai una cassa privata devi versare i tuoi contributi alla gestione separata INPS. La quota per il 2024 è il 26,07%.

Tutto quello che ti abbiamo detto potrebbe sembrare complesso, ma con una consulenza fiscale gratis e senza impegno con un esperto Fiscozen sarà tutto più chiaro. Puoi riceverla dal loro sito.

 

Articolo scritto da  Fiscozen.

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